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... Quel che non cambierà mai
sarà l'idea del dialogo con la terra
che l'uomo ha stabilito dal tempo dei tempi,
il grosso respiro,
il sibilo lungo
che si può udire solo di mattina,
mirando nella vastità dei campi,
con accanto sentinelle silenziose gli alberi
d'argento...
Antonio Verri |
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SALENTO
Io la terra rossa me la mangio. Poi mi attacco alla
cannella dell’acqua preziosa che scorre lì dove iniziano
gli alberi. Da bambino lo facevo, un pizzico di terra
sulla lingua, il sapore metallico e farinoso. Non ho mai
smesso. Quando ritorno lo faccio ancora adesso. Certe
volte lei mi bacia e dice che ho il sapore della terra,
io rido. Lei mi guarda di traverso e fa l’arrabbiata per
un po’. Oggi l’ho portata appena fuori dalla città. La
pianura c’inghiotte. Mi ha chiesto come solo lei sa
fare:- A du sta sciamu?*- . Non le ho risposto. Li’ dove
iniziano gli alberi c’è ancora l’acqua fresca che
scorre. Ho preso la terra e gliel’ho messa sulla lingua.
Lei mi ha guardato e quasi piangeva.
“Dove stiamo andando?”
Giuseppe Merico (Bologna) |
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