"Distanze": l'opera poetica di Alessandro Canzian
Antonio Colecchia
(giornalista - Napoli) -
23.04.2007
Il mese scorso è stata presentata alla
biblioteca provinciale di Lecce l'ultima opera poetica di
Alessandro Canzian, "Distanze" - corredata
dalle suggestive foto di Elio Scarciglia -, edita
dall'associazione culturale Terra d' Ulivi, che si avvale di
una puntuale prefazione di Alessandro Laporta.
L'opera è un perfetto connubio di versi e di immagini: si
passa dalle une alle altre senza accorgersi di impiegare due
diversi metodi espressivi, dalla poesia delle immagini...all'
immagine dei versi con una continuità sbalorditiva.
Un testo che ci riporta ai nostri valori primitivi ed
autentici.
La natura, la vita, il lavoro, l'amore, il sovrannaturale;
tutti quei valori sbiaditi dai falsi idoli del consumismo e
dell' arrivismo sfrenato e globalizzato dei giorni nostri.
Ed è sorprendente che due artisti con origini
diametralmente opposte si riconoscano e si identifichino in
un modo così similare.
Semplici e genuini come la civiltà contadina o montana che
rappresentano.
Dal mondo di Rocco Scotellaro a quello di Biagio Marin,
uniti nel monito e nell'insegnamento pasoliniano.
Una lettura piacevole...soave, che ci distoglie dal vano
consumismo quotidiano.
Una pausa di riflessione, una visione umana e poetica...
Un testo che coinvolge tutti i nostri sensi; si riscoprono
perfino antichi odori, profumi e fragranze a cui non
eravamo piu' abituati:...la legna....il pane...la rugiada,
i fiori; si ode il sibilo del volo di insetti, il fruscio
del vento...il calore umano emanato dai nostri vecchi...il
profumo di donna.
Un testo veramente piacevole, una poesia scorrevole e
musicale, affascinante nella sua disarmante semplicità,
eppure estremamente raffinata, pulita ed elegante.
Produrre opere che riescano a provocarci emozioni diventa
sempre più raro, ma il Canzian e lo Scarciglia
sicuramente ci sono riusciti.
ALESSANDRO CANZIAN
Distanze
(Foto di Elio Scarciglia)
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Distanze
Pagine e immagini di poesia vera
I versi sono di Alessandro Canzian, le immagini di Elio
Scarciglia. “Distanze”, il volume edito dall’Associazione
culturale terra d’ulivi, è un connubio tra poesia e
fotografia, in un equilibrio costante e armonioso nel quale,
a volte, le immagini sono il preludio dei versi, o
viceversa, i versi introducono alle immagini, o ancora,
prendono strade del sentire differenti e distanti.
L’obiettivo di Scarciglia si sofferma sulle rughe degli
anziani, profonde come lo sono i sentieri un tempo battuti
dalle ruote dei calessi, allo stesso modo i versi di Canzian
lo fanno su quello che resta di un amore finito, su La
crepa sul muro che divaga / nella stanza / ove tanto
soffrimmo – perché la vita / è da sempre sofferenza- …;
o sui ricordi “L’istante che di te mi sovviene /più caro,
fu quando 7 con un cenno della mano togliesti / quel capello
dal mio cielo, - “E’ mio“, divertita dicendo. – Presagendo
che il tempo / non è che un difetto / fra le pieghe d’ un
bacio.
I
versi si assaporano lenti di pagina in pagina così come si
fa dei rossi chicchi di melograno che Scarciglia ha
catturato nella rugiada di un’alba, piano piano, uno alla
volta, bisogna rigirarseli in bocca per goderne del sapore
quasi musicale, come fa notare Alessandro Laporta nella
presentazione del volume: “Rare rime ed assonanze (mondo
/sfondo, sole /sale, incaglia/scaglie) verbi dotti
(rinserra, tracima, sciaborda) parole scelte con perizia
(cirro, scheggia, vespro) una confessione meditata,
paziente, quasi recitata. E’, infatti, poesia vera”.
Entrambi, poeta e fotografo, scelgono di non avvalersi di
filtri, di palliativi per le sofferenze dell’anima ma
piuttosto di guardare la vita dritta negli occhi, nostalgie,
disillusioni e rimpianti compresi e se la solitudine può
essere fredda come una lama “questa vita dissertata ha il
senso / della cagnetta smagrita che a lato / della casa
s’avvolge / di gelo ogni notte. / E che a un piccolo
straccio s’attorce / come se fosse il suo mondo.”,
qualche pagina più avanti, l’immagine di un tavolaccio con
grossi pani appena sfornati come a restituire caloroso
conforto, come a… colmare Distanze.
Cinzia Dilauro (quiSalento,maggio 2007)
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